Luogo: Colobraro (MT), Piazza Regina Elena
Autore: Nicola Pagliara; Silvio Parrella (strutture)
Cronologia: 1967 | 1979
Itinerario: L’architettura contemporanea nel paesaggio
Uso: Chiesa
La Chiesa dell’Annunziata realizzata nel piccolo centro di Colobraro, trova sede nell’estrema propaggine sud del paese, prospiciente piazza Regina Elena, snodo di rilevante importanza per la circolazione all’interno del centro abitato. L’edificio sorge sul sito dell’originaria chiesa seicentesca da cui eredita l’attribuzione, occupa un lotto di forma rettangolare, libero sul fronte principale e circondato da costruzioni, per metà dello sviluppo longitudinale e del fronte posteriore, attestate su via Goito. Al progetto redatto nel 1967 segue un travagliato iter che vede l’ultimazione del cantiere nel 1979.
I materiali da costruzione utilizzati sono la pietra di Trani e il calcestruzzo armato facciavista. L’utilizzo dei materiali riveste una duplice valenza all’interno delle vicende dell’edificio: la prima è riferibile all’attenzione dell’autore al contesto e da qui deriva l’utilizzo della pietra di Trani, materiale locale sapientemente lavorato da maestranze materane; la seconda è propria del linguaggio di Pagliara, fortemente legato ai differenti materiali da costruzione che ben scandiscono i diversi periodi della sua attività di progettista.
La chiesa di Colobraro, nonostante occupi un lotto di forma regolare, presenta una articolazione volumetrica molto complessa. L’accesso principale è collocato alla quota della piazza. Attraverso il portone si accede all’aula in fondo alla quale, in asse con l’ingresso, si trova l’altare. Ai lati dell’ingresso principale si trovano, sulla destra, una scalinata delimitata da uno sperone a piani sfalsati rivestito in pietra, sulla sinistra, due setti, caratterizzati dagli stessi piani sfalsati, si sviluppano con direttrice opposta allo sperone, accogliendo al proprio interno un’altra scala e sorreggendo, a guisa di mensole, la fascia in calcestruzzo che delimita lo spazio di un terrazzo al primo piano, dal quale possono essere raggiunte le opere parrocchiali disposte sul retro dell’edificio.
Al di sotto della rampa di scale posta in facciata trova posto il fonte battesimale, area illuminata naturalmente da un nastro di finestre di forma quadrata, sovrastate da un’alta trave in calcestruzzo. Al culmine della rampa si trova l’accesso al terrazzo tramite un’apertura praticata sullo sperone e l’accesso alla scala a chiocciola che conduce ai percorsi del terzo livello, dai quali si accede alla torre campanaria e agli ambienti retrostanti, attraverso un sistema di passerelle in calcestruzzo finestrate, applicate esternamente al volume principale e allo stesso intersecate diagonalmente in corrispondenza della zona absidale.
La copertura è costituita da una superficie piana. Lo smaltimento delle acque meteoriche della zona presbiteriale è affidato a due doccioni in calcestruzzo armato che aggettano fortemente dal volume e si alternano a volumi cilindrici realizzati in pietra, tra i quali trovano posto le vetrate che illuminano lateralmente il presbiterio.
L’interno presenta lo stesso utilizzo dei materiali dell’esterno, l’aula è un ambiente a tutta altezza dalla sagoma irregolare e con copertura piana. Lo sviluppo volumetrico in altezza e profondità è interrotto dall’intersezione diagonale di un passaggio collocato in corrispondenza della seconda elevazione, al quale si accede grazie alla scala a chiocciola posta all’esterno. Questo elemento, che appare come appeso a delle lamelle in calcestruzzo armato, collabora alla definizione dello spazio presbiteriale, grazie anche alla presenza di una fascia di lucernai che corre parallelamente al camminamento e non è visibile dall’aula.
La pavimentazione, disegnata dallo stesso Pagliara, è realizzata in cubetti di porfido all’interno dei quali sono inseriti cubetti in pietra chiara a formare un duplice registro di circonferenze. Il primo registro, caratterizzato da circonferenze più grandi, accompagna i fedeli dall’ingresso all’altare. Il secondo, di dimensioni inferiori, chiude lo spazio tra la fascia centrale e le pareti.