Luogo: Crotone, Parco Pignera, Via Giovanni Falcone, 9
Autore: OBR Open Building Research (Paolo Brescia, Tommaso Principi), Claudia Lamonarca, Giuseppe Monizzi, Giovanni Panizon, Erika Skabar, Favero & Milan Ingegneria, SISSA
Cronologia: 2003 | 2011
Itinerario: Nuove architetture per la nuova società
Uso: Museo
Il museo, dedicato al pensiero del filosofo e matematico greco Pitagora, è collocato all’interno del parco Pignera, area verde della periferia sud-ovest della città di Crotone. È il risultato di un concorso di progettazione indetto dall’amministrazione comunale nel 2003, nell’ambito di un più ampio progetto finanziato dall’Unione europea finalizzato all’incentivazione e allo sviluppo delle attività cittadine.
Il volume del museo s’inserisce all’interno del versante est del colle Pigno, sviluppandosi in parte all’interno del terreno e in parte fuoriuscendone con un volume a sbalzo in calcestruzzo armato.
Il volume segue per un lungo tratto l’andamento del terreno, emergendone gradualmente, a circa due terzi del suo sviluppo longitudinale: l’andamento inclinato del profilo diviene orizzontale, generando uno spazio pianeggiante, dal quale si può abbracciare con lo sguardo tutta la città. L’inserimento del volume nel paesaggio è accompagnato dal trattamento verde della copertura che, con l’inclinazione imposta, allude alla continuità con il fronte collinare.
La distribuzione degli spazi è articolata su percorsi interni ed esterni realizzati sfruttando la conformazione del terreno. La successione degli ambienti interni è accompagnata dalla lieve pendenza dei piani di calpestio, assecondata da un percorso a spirale che conduce i fruitori alle diverse aree funzionali del museo.
Le pareti vetrate disposte sotto il blocco di testata aggettante concorrono all’effetto di sospensione del volume e consentono un costante rapporto con l’esterno: lateralmente con il parco e sul fronte principale con la città.
Gli spazi interni assumono conformazioni variabili dettate dalla pendenza del piano di calpestio e della copertura, generando una successione di piani ascendenti e discendenti, che si sviluppano parallelamente al piano terra per poi divergere al piano superiore, generando un ambiente a forma di cannocchiale.
L’insieme dei profili inclinati è, virtualmente, raccolto dal blocco di testata che costituisce una sorta di belvedere a tre livelli: al piano terreno troviamo il foyer con l’ingresso totalmente vetrato, al primo piano lo spazio per le attività didattiche con la finestra panoramica sulla città e in sommità la terrazza belvedere.