Quartiere Tuscolano II

Luogo: Roma, Viale Spartaco, 1-30

Autore: Saverio Muratori, Mario De Renzi

Cronologia: 1950 | 1954

Itinerario: Costruire case, fare città

Uso: Residenze sociali e servizi

L’impianto del quartiere è tracciato da Mario De Renzi e Saverio Muratori, che affidano poi a differenti architetti le soluzioni architettoniche e tipologiche. Il Tuscolano II è un quartiere autosufficiente che si distingue per un impianto unitario e una struttura ben definita, ma che tenta al suo interno di replicare la complessità urbana puntando sulla diversità di linguaggio e di situazioni urbane. L’edificio che introduce al Quartiere dalla via Tuscolana è il cosiddetto “boomerang”.

Il “boomerang” è una lunga casa in linea piegata a “V”, sviluppata su 7 piani (negozi a quota urbana, cinque livelli di abitazioni, lavatoi in copertura), che delimita una piazza a nord e protegge la zona retrostante del complesso, più tranquilla e residenziale.

Ogni alloggio occupa due campate strutturali, ritmate nelle specchiature dalla stessa rigorosa alternanza finestra-balcone. Il prospetto, rivestito in cortina di mattoni con diverse tessiture, dichiarando la struttura della costruzione, è scandito da slanciati pilastri rastremati e da cornici marcapiano a delicato rilievo.

Il “boomerang” di De Renzi e Muratori, attraverso lo svuotamento di una campata a piano terra, sovrappassa via Sagunto, l’asse strutturante attorno al quale si sviluppa l’intero quartiere, che unisce la piazza (largo Spartaco) con l’unità di abitazione orizzontale di Adalberto Libera.

Oltrepassato il grande edificio ci troviamo sulla destra un lungo corpo continuo di abitazioni in linea, i cui fronti sono piegati e segmentati a dichiarare l’unità delle singole cellule abitative aggregate.

Sul lato opposto le case in linea progettate da Giuseppe Perugini e Lucio Cambellotti presentano su via Sagunto la testata, che si alleggerisce nell’espressiva “punta” delle terrazze (oggi chiuse da verande).

Alle strade carrabili che dividono il quartiere in quattro settori si alternano percorsi pedonali che, attraverso giardini e spazi comuni, conducono agli ingressi degli alloggi.

Le case in linea di Luigi Vagnetti ripropongono una lieve scalettatura dei fronti e la scansione finestra-balcone ma presentano la falda del tetto ruotata di 180 gradi, a mostrare il timpano in facciata e non in testata.

La stessa soluzione di copertura è proposta, su quattro lati, nelle torri a pianta quadrata disegnate da Muratori e De Renzi su via Cartagine. Le cinque torri a nord, così come le sei torri stellari a sud, definiscono l’immagine del quartiere e al tempo stesso stabiliscono relazioni visive a scala urbana e territoriale.

Testo di Luca Reale
Foto di Alessandro Lanzetta